DIVENIRE MAESTRI DI SE STESSI

 

 

Ognuno di noi è una piccola particella di questo Universo che chiamerò Dio.

Citando la filosofia panteista “Dio è in ogni cosa” e non “Sopra ogni cosa” come invece asseriscono i cattolici, creando ancora una dualità fra Dio e il tutto.

Accettato il fatto che Noi siamo Dio, anche per la legge della sincronicità “Così è nel piccolo come nel grande”  possiamo incamminarci lungo la strada dell’introspezione per divenire Maestri di Noi stessi e ritrovarci nella nostra divinità.

 

Ci sono 4 passi evolutivi che dovremo compiere.

Tutti gli umani di questo pianeta sono ad uno di questi:


1. Il primo riguarda chi vive solo per se stesso. Ha un ego e un orgoglio molto forte, fa le sue scelte in base a valori legati al mondo prettamente materiale e dei sensi.

Vediamo che l’avarizia materiale e spirituale di queste persone esiste per vari motivi:
- poca coscienza dei propri talenti (non so fare nulla o poco, non ho nulla da dare, devo ancora imparare io, ecc.);
- paura di perdere (non so abbastanza e quel poco che so non posso darlo via, non ho abbastanza e prima devo prendere…);
- paura del vuoto interiore, senso di pochezza (non ce n’è abbastanza: di amore, di energia, di soldi, di salute, di conoscenza…).
Chi ha questi pensieri difficilmente farà dono di sé agli altri o al mondo. Sono le persone che non sanno stare da sole, che hanno bisogno costantemente di qualcuno che “occupi” la loro giornata perché hanno il timore di guardarsi nello specchio del cuore.


2. Il secondo riguarda chi capisce che se dà, può avere di ritorno. Questa persona si dedica agli altri e ha salito un gradino, ma non lo fa per puro altruismo. Come un mercante, dà per ricevere.


3. Il terzo livello evolutivo riguarda chi combatte non per sé e non per avere qualcosa in cambio, ad esempio per le ingiustizie sociali, per l’evoluzione planetaria ecc.. Non lo fa per egoismo, non si aspetta niente in cambio, se non l’onore e la riconoscenza di aver combattuto per un ideale o contro una ingiustizia.

Queste persone sono già molto più evolute rispetto alle due categorie di prima.


4. L’ultimo livello evolutivo è dato da chi offre se stesso senza aspettarsi nulla in cambio, per offrire se stesso al Divino. Non si aspetta frutto da ciò che fa né da ciò che dà e dà perché sa di non avere nulla, di non possedere nulla, di non essere nulla. E al totale servizio del Divino.


Questo è il percorso evolutivo dell’anima per divenire pienamente coscienti e Maestri di sé stessi.

 

Il buddismo è molto incentrato sul realizzare se stessi, infatti Buddha insegna a non avere una divinità a cui affidarsi ma a ricercare la divinità che è dentro di Noi.

Anche la Blavatsky diceva che la preghiera a un dio esteriore “Uccide la fede in noi stessi”. Questa frase interpretata indica che noi dobbiamo “Pregare noi stessi” e così facendo stiamo pregando Dio.

Cristo è il Maestro per eccellenza del perdono. L’unica cosa che può sciogliere il Karma. Cristo stesso disse: “Voi farete cose come e più di me” svelandoci l’esistenza della nostra divinità interiore.

Ancora una volta se noi prendiamo la totalità degli insegnamenti dei Maestri Ascesi troveremo la Via della Luce.



SE


Se riesci a mantenere la calma
quando tutti attorno a te la stanno perdendo;
se sai aver fiducia in te stesso
quando tutti dubitano di te
tenendo però nel giusto conto i loro dubbi.
Se sai aspettare senza stancarti di aspettare
o essendo calunniato non rispondi con calunnie
o essendo odiato non dai spazio all'odio
senza tuttavia sembrare troppo buono
nè parlare troppo da saggio.
Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;
se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;
se sai incontrarti con il successo e la sconfitta
e trattare questi due impostori proprio allo stesso modo;
Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
distorta da imbroglioni
che ne fanno una trappola per ingenui;
o guardare le cose - per le quali hai dato la vita - distrutte
e umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;
se sai fare un'unica pila delle tue vittorie
e rischiarla in un solo colpo a testa e croce
e perdere, e ricominciare di nuovo dall'inizio
senza mai lasciarti sfuggire una parola
su quello che hai perso.
Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi
a sorreggerti anche dopo molto tempo
che non te li senti più
e così resistere quando in te non c'è più nulla
tranne la volontà che dice loro: "Resistete!"
Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà
o passeggiare con i re senza perdere
il comportamento normale;
se non possono ferirti nè i nemici
nè gli amici troppo premurosi;
se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo.
Se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa,
tua è la Terra e tutto ciò che vi è in essa
e - quel che più conta - tu sarai un Uomo, figlio mio!